La prima moneta della mia città
La mia città, Reggio Calabria, ha una storia antica, è una delle città più antiche d'Europa, esisteva anche prima dell' arrivo dei Greci fu fondata, infatti, da un popolo più antico: i Siculi, di cui Eolo era un discendente, suo figlio Giocasto vi regnava. La leggenda vuole che un giorno a Reggio giunse Eracle, con una mandria di vitelli rubati a Gerione; qui si fermò e conobbe il bel Giocasto e se n'è innamorò, fu ricambiato e divennero amanti. Un giorno, Eracle, mentre faceva i suoi allenamenti per tenersi in forma si accorse che uno dei vitelli andò verso la scogliera e si buttò in mare nuotando verso l'altra riva dello Stretto, la Sicilia, e ad un certo punto fu seguito da tutta la mandria. Eracle su tutte le furie li inseguì. Riuscì a riprenderli e riportarli a Reggio non prima di averne perso alcuni per la voracità di Scilla, il mostro che insieme a Cariddi abitava lo Stretto. Appena mise piede sul suolo cercò un luogo dove riposare, lo trovò vicino le rive di un fiume sotto le fronde di un albero al riparo dal sole e cercò di dormire, ma le cicale lo disturbavano, così chiese a Zeus di farle azzittire almeno quelle che si trovavano dalla parte di Reggio e il padre esaudì il suo desiderio, ma questo avrebbe avuto delle conseguenze. Secoli dopo ci fu una gara di canto tra un musico reggino ed uno locrese, mentre il musico reggino eseguiva la sua performance con la lira, alcune corde si ruppero precludendo cosi la vittoria e facendo vincere il musico locrese. I locresi eterni rivali, diffusero la notizia della sconfitta di Reggio. Molti dissero che non c'era da meravigliarsi, la città non aveva bravi musici per via delle delle cicale mute. Tornando ai giorni nostri, in una delle più antiche monete, ritrovate di Reggio c'è inciso un toro antropomorfo che rappresenta un fiume, l' Apsias e sopra di esso una figura non ben identificata che è stata da alcuni indicata come una pupa di cicala, i vari studiosi, molti anche affidabili, sostengono questa tesi. Io ho sempre avuto un'altra idea e con l'aiuto della tecnologia grafica, scansionando l'immagine, ed elaborandola con la computer grafica, ho notato che la moneta dopo una rottura era stata saldata male alterando il disegno originale. Ho provato a sovrapporre l'immagine di una pupa di cicala ma le figure non coincidevano; in altre monete ho visto rappresentati insetti, ma nessuno in posizione supina, come la figura in quella moneta ma solo in verticale e attaccata a un elemento vegetale come una spiga di grano o una foglia. Sono un' appassionata di conchiglie, mi piace disegnarle e in quest' immagine io ho visto una conchiglia e più precisamente un murice purpurensis, la famosa conchiglia da cui si ricava la porpora per dipingere i tessuti di rosso compresi i mantelli dei Re. Secondo la leggenda della fondazione della città, l'oracolo aveva predetto ai Greci che quando sarebbero giunti nella terra Ausonia, nei pressi del più sacro dei fiumi, appunto l'Apsias, allorquando una femmina si fosse accoppiata a un maschio, li avrebbero dovuto fondare la città di Reggio. Molti interpretano questa leggenda identificando nella femmina una vite e nel maschio un albero di fico ad identificare una terra ricca di frutti. Io invece ne do un'altra interpretazione. Per me la femmina che si accoppia a un maschio é la conchiglia con dentro la bestiola, che con la bassa marea vengono trasportati, dal mare nel letto del fiume e a contatto con l'acqua dolce, in un ultimo disperato tentativo di sopravvivenza, il murice rilascia la preziosa sostanza purpurea di cui è pregno, colorando le acque del fiume di rosso rendendolo così sacro. Infatti all'epoca la prima fonte di ricchezza della città di Reggio doveva essere la produzione di porpora. Quindi se gli antichi dovevano rappresentare su una moneta la loro potenza non avrebbero certo utilizzato una pupa di cicala che è simbolo di sconfitta e scherno come quello dei locresi ai reggini, ma un murice purpurensis simbolo di ricchezza, prosperità e regalità.




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