Il mio primo racconto
Durante la pandemia di covid ho approfittato della quarantena per realizzare un mio vecchio desiderio, quello di scrivere una storia sulla mia terra; così ho fatto delle ricerche presso l’ Archivio Storico della mia città Reggio Calabria. Ho scoperto in questo modo che una mia antenata era una trovatella nata tra il 1839 e il 1840 e che, in quegli stessi anni, molti bambini erano stati esposti alla ruota dei proietti. Ho ambientato questa storia in un periodo dove i bambini esposti spesso erano sfruttati da parte della borghesia industriale come manodopera a basso costo o a costo zero, in un momento storico in cui le grandi potenze europee cercavano mercati da poter sfruttare per i loro commerci come la Calabria che offriva diverse materie prime, come gli agrumi per la produzione di Acido Citrico e i bachi per la seta e altri prodotti. I bambini erano una opportunità per questa gente spesso senza scrupoli per ottenere enormi guadagni con pochi costi e pochi rischi. Mi sono immaginata una storia di rivincita, dove la mia antenata riesce con la volontà, la capacità e la fortuna a riscattarsi da quel destino e addirittura a diventare per molti di quei bambini un’ancora di salvezza.

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